Disfluenze e balbuzie

DEFINIZIONE

Con il termine fluenza o fluidità si vuol indicare facilità, regolarità e quantità relativamente abbondante di movimenti o di espressione. Il termine fluenza, se riferito alla parola parlata, fa riferimento alla regolarità, facilità ed abbondanza di emissione di sequenze di parole e frasi sonore e vocalizzate.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI

La fluenza può avere aspetti quantitativi (in particolare legati al tempo) e aspetti qualitativi e cioè caratteristiche di regolarità e di irregolarità (interruzioni, inserimenti di elementi estranei)

Le Turbe del flusso verbale, comprendono principalmente:

  • LA BALBUZIE
  • IL CLUTTERING

E’ pertanto importante chiarire le caratteristiche di questi 2 diversi disturbi.

LA BALBUZIE

A livello mondiale la balbuzie viene definita come  un disturbo complesso multifattoriale e multidimensionale determinato da fattori fisiologici, genetici, ambientali, cognitivi, emotivi e linguistici.

Tutte le variabili sopra elencate giocano un ruolo importante nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo. Pertanto si fa riferimento al concetto di Sindrome Balbuzie proprio per sottolinearne la  multidimensionalità. In questa prospettiva il bambino che balbetta non è solo un bambino che presenta delle disfluenze (caratteristiche overt), ma è anche un bambino che manifesta dei comportamenti di evitamento e delega di fronte agli scambi comunicativi a causa del proprio atteggiamento comunicativo (caratteristiche covert).

La balbuzie è considerata una disfluenza della parola, caratterizzata da prolungamenti di un suono, blocchi, ripetizioni del singolo suono o della sillaba, che interrompono il normale fluire dell’eloquio. Questi rappresentano quelli che vengono definiti Sintomi Primari della Balbuzie. I sintomi primari impediscono al parlante di produrre “ciò che intende dire come lo vorrebbe dire”.

Inoltre possono essere presenti i Sintomi Secondari della Balbuzie, comportamenti che si accompagnano all’eloquio della persona che balbetta (abbassamento dello sguardo, smorfie del viso, movimenti del capo o del corpo).

I sintomi primari ed i sintomi secondari insieme, costituiscono le caratteristiche Overt della Balbuzie, quella parte cioè che tutti gli ascoltatori possono “vedere e sentire”.

Ad esse spesso sono associate caratteristiche Covert, la parte nascosta, cioè “uno stato di tensione o eccitazione, emozioni negative come la paura, l’imbarazzo, la rabbia o simili”.

Il disturbo colpisce approssimativamente il 5% dei bambini. La letteratura scientifica recente pone quindi un’attenzione importante alla precoce valutazione del disturbo da parte del logopedista, che permetta di effettuare una valutazione globale di tutte le variabili al fine di giungere ad un’ipotesi diagnostica e, conseguentemente, ad una diagnosi differenziale, identificando i Fattori di rischio alla cronicizzazione.

Si considerano essere FATTORI PROGNOSTICI PRIMARI:

  • Familiarità per la balbuzie,
  • Genere,
  • Età d’insorgenza,
  • Evoluzione temporale delle SLD,
  • Tempo trascorso dall’insorgenza del disturbo,
  • Quantità di unità ripetute e intervalli silenti,
  • Prolungamenti e blocchi.

Sono invece FATTORI PROGNOSTICI SECONDARI:

  • Gravità della balbuzie,
  • Movimenti della testa e del collo associati alla disfluenza verbale,
  • Deficit nelle acquisizioni relative alle Abilità di  linguaggio espressivo,
  • Caratteristiche acustiche del sintomo disfluenza.

Tra gli ALTRI FATTORI PROGNOSTICI si riconoscono:

  • Disturbi concomitanti,
  • Preoccupazione e reazioni affettive.

SEGNI PRECOCI E CAMPANELLI DI ALLARME

Attualmente la letteratura scientifica internazionale consiglia una segnalazione precoce del bambino con disfluenza verbale alla valutazione logopedica, a partire dall’età della Scuola dell’Infanzia (3-6 anni).

Può rivelarsi utile anche uno screening, in grado di differenziare, a partire dall’età prescolare, i bambini normofluenti e quelli a rischio. Mediante una rete interdisciplinare (logopedisti, foniatri, neuropsichiatri infantili, pediatri, insegnanti) in grado di individuare i “campanelli d’allarme” manifestati dal bambino nei diversi contesti comunicativi, sarà possibile intervenire con maggior efficacia e funzionalità. Monitorando nel tempo quanto emerso, le diverse figure potranno stabilire la modalità di intervento più adeguata e valutare la necessità o meno di un percorso logopedico riabilitativo diretto .

L’identificazione precoce della natura del problema permetterà quindi un intervento riabilitativo tempestivo, mirato e più efficace.

COSA FARE E A CHI RIVOLGERSI

La Balbuzie è una Patologia complessa, come è complessa, diversificata e individualizzata la sua valutazione e trattamento. Alla luce di quelle che sono le evidenze forniteci dalla ricerca mondiale, la riabilitazione seguirà un Approccio integrato e globale.

Lo SCOPO della TERAPIA è aiutare la persona che balbetta a:

  • trovare un giusto equilibrio tra il sentirsi a proprio agio rispetto alla propria verbalità e alla balbuzie
  • sentirsi a posto con se stesso
  • diventare abile nel capire e nell’usare le tecniche di modificazione della fluenza al fine di diventare “un efficace comunicatore

Per questo motivo durante la riabilitazione logopedica saranno fondamentali la collaborazione, concreta e regolare, dei genitori ed insegnanti.

FILMOGRAFIA E BIBLIOGRAFIA INERENTI

film_il_discorso_del_re

 

Il discorso del re (The King’s Speech) è un film del 2010 diretto da Tom Hooper.

 

 

 

film_stutterer

 

 

Stutterer è un cortometraggio scritto e diretto da  Benjamin Cleary e prodotto da Serena Armitage e Shan Christopher Ogilvie, che nel 2016 ha vinto il Premio Oscar L’Oscar per il miglior cortometraggio, alla prima nomination e alla prima vittoria: http://www.stuttererfilm.com/

 

 

DOCUMENTI UTILI PER GLI UTENTI e DOCUMENTI UTILI PER I PROFESSIONISTI:

Opuscoli GE 2012 (Regionali e nazionali)

 

Il CLUTTERING

Attualmente viene definito come :

  • “un disordine della fluenza, caratterizzato da un flusso verbale troppo veloce o irregolare o con entrambe queste qualità”
  • “è un disturbo della fluenza dell’eloquio per il quale una persona non è sufficientemente in grado di adeguare la sua velocità di eloquio alle richieste sintattiche e fonologiche del momento”.

Le caratteristiche principali sono un’articolazione verbale veloce, una maggior frequenza di disfluenze “normali” (Ripetizioni di parole senza tensione, Interiezioni, Ripetizioni di parte di frase, Revisioni) rispetto alle disfluenze tipiche della balbuzie (ripetizioni tese di parole, ripetizioni di suoni o sillabe, prolungamenti o blocchi), errori nella gestione delle pause, errori nelle strutture delle parole (errori nella sequenza delle sillabe).

E’ importante sottolineare come, accanto a queste caratteristiche nel soggetto con cluttering sia presente consapevolezza di una difficoltà nella comunicazione verbale, ma non nel momento in cui le disfluenze si verificano; pertanto le persone con cluttering riportano forte ansia da prestazione verbale, tanto quanto quelle con Balbuzie.

DOCUMENTI UTILI

PARLANDO DI CLUTTERING…CHE COSA C’È DA SAPERE…. tratto da “Final Speaking of Cluttering – International ClutteringAssociation Brochure”, traduzione ed adattamento all’italiano a cura di F. Bertero

IL CLUTTERING WORKING DEFINITION tratto da “Final Speaking of Cluttering – International ClutteringAssociation Brochure”, traduzione ed adattamento all’italiano a cura di F. Bertero